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Parma sede dell’EFSA

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6 Ott

Parma sede dell’EFSA

Parma sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare

Parma sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

L’Italia vince la battaglia delle agenzie. Dopo 4 anni di lotte e di impasse, infine la decisione: il Consiglio Europeo di Bruxelles del 12 e 13 dicembre 2003 ha assegnato a Parma la sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Con questa decisione, che si colloca nel contesto di una più articolata volontà di assegnare ai vari paesi europei le sedi di numerose agenzie, l’Unione compie un importante passo avanti per la realizzazione di un’architettura istituzionale realmente in grado di corrispondere le aspettative di partecipazione democratica delle persone, delle istituzioni e dei governi.

La sede a Parma favorirà la creazione in Europa di una più ampia ed efficace tutela dell’interesse dei consumatori a disporre di alimenti sicuri e qualitativamente rispondenti ai loro gusti e alle loro aspettative.

La decisione del Governo italiano di candidare Parma è nata dalla convinzione che la sicurezza alimentare non sia da intendersi solo come un’operazione di laboratorio – la semplice assenza di elementi patogeni – ma piuttosto come sintesi perfetta tra la qualità degli alimenti e la loro tutela sanitaria durante l’intero processo produttivo. Proprio per questo motivo, un territorio nel quale il controllo della sicurezza e della qualità dei prodotti alimentari venga costantemente garantito costituisce la collocazione naturale dell’Autorità Alimentare Europea. E Parma ha tutte le caratteristiche necessarie: la singolare concentrazione di prodotti tipici, che l’ha resa famosa nel mondo, discende da una “mentalità internazionale” che le ha permesso di divulgare e al contempo recepire le esigenze di tutela e garanzia delle produzioni alimentari. Parma, proponendosi a sede di questa importante Autorità, non ha inteso quindi rafforzare la propria specializzazione agroalimentare, ma ha voluto presentarsi come sintesi di esperienze internazionali e come espressione della cultura della tutela e della qualità dei cibi: tecniche di controllo e qualità dei processi, sedi scientifiche e universitarie di alto livello, tipicità dei prodotti, industria meccanica alimentare hanno già reso il territorio un punto di riferimento internazionale.

Parma è centro d’eccellenza tecnico – scientifico e culturale

Parma è una “città universitaria”, come dimostra il rapporto tra i suoi circa 180mila abitanti e una presenza di oltre 32mila studenti e di un complesso di mille persone tra ricercatori e professori d’alto livello: una quota crescente di studenti è straniera, proveniente da tutti i paesi dell’Unione Europea. L’influente presenza dell’Università favorirà un alto livello della vita culturale della città, ottimale per l’inserimento di un’istituzione internazionale, quale l’Autorità Alimentare Europea, e di coloro che dovranno lavorarvi.

Intorno e accanto all’Università ruotano Centri importanti per il settore della ricerca. A Parma ha infatti sede la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari: questo importante Ente pubblico, fondato nel 1923, svolge attività di ricerca applicata, scientifica e tecnologica – a livello comunitario e internazionale – per l’industria conserviera. Lo sviluppo dei vari settori della ricerca nei settori economici e giuridico – umanistici trova invece a Parma esempi importanti come il Collegio Europeo di Parma, di formazione post universitaria, e il Liceo europeo.

Un’invidiabile qualità della vita, espressione di una storia e di una mentalità europea
E’ il patrimonio culturale e produttivo di Parma, arricchito nel tempo e ancora fortemente legato alla storia, a costituire il vero motore di un’alta qualità della vita: Parma è infatti una città sicura, una pétite capitale in cui si è raggiunto un perfetto equilibrio tra il dinamismo di una città di carattere europeo e la tranquillità di un territorio ancora a “misura d’uomo”, dove ambiente, storia, cultura, tradizioni sono gli aspetti qualificanti.

>> Leggi il documento: Consiglio europeo di Bruxelles 12/13 dicembre 2003 – Conclusioni della Presidenza